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Perché i valori di esposizione in Banca Dati CEM sono forniti come indici percentuali?

 La maggior parte degli apparati sorgenti di CEM nei luoghi di lavoro producono forme d’onda complesse che sono costituite da una serie di frequenze.

 Essendo i limiti di esposizione dipendenti dalla frequenza, nel caso di un segnale con componenti spettrali a più frequenze, non ci si può riferire ad un unico valore del limite. 

In  genere ai fini del confronto con i differenti VA  le emissioni di CEM rilevate negli ambienti di lavoro  devono essere espresse utilizzando indici percentuali in accordo con quanto prescritto dalla  Direttiva Europea 2013/35 recepita con D.lgvo n.159 1 agosto 2016,  che afferma che il metodo più indicato per valutare gli effetti di stimolazione  è quello del “picco ponderato”, mentre per gli effetti termici si utilizza la somma dei contributi quadratici alle differenti frequenze.

Un indice percentuale inferiore al 100% indicherà il rispetto dei rispettivi livelli di riferimento/valori di azione presi in esame ai fini del confronto.

Un indice percentuale superiore al 100% indicherà il superamento dei rispettivi livelli di riferimento/valori di azione presi in esame ai fini del confronto.

Unica eccezione è l'esposizione a Campo Magnetico Statico, in cui il confronto con il Valore di Azione  può essere effettuato in termini di intensità di campo magnetico statico (0 Hz) espresso  in Tesla o sottomultipli.

 

 

 

 

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