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Quali requisiti deve avere la strumentazione per la misura dei CEM?

La scelta della strumentazione di misura deve essere in primo luogo orientata alle tipologie di sorgenti /segnali da misurare.

E’ possibile individuare  4 principali tipologie di strumentazione di misura utiizzabili ai fini della valutazione del rischio occupazionale, in relazione alle sorgenti comunemente riscontrabili in ambiente di lavoro:

1)  Campi statici: strumenti per campo magnetico statico e strumenti per il campo elettrostatico: forniscono solo il valore del campo statico, in questo caso non viene fornito  un indice di esposizione ma un valore di campo con cui si effettua il confronto con i VA e/o valori di riferimento per effetti indiretti e/o valori di riferimento per popolazione generale;

2) Campi elettromagnetici a bassa frequenza (fino a 400KHz): in questa gamma di frequenze in genere è necessario usare  strumenti che forniscano  l’indice di esposizione con il metodo del picco ponderato. In generale è necessario  misurare separatamente sia il campo elettrico che il campo magnetico

3) Campi elettromagnetici a frequenze intermedie: da qualche centinaio di KHz a 10 MHz: è necessario che lo strumento fornisca sia l’ indice di esposizione per gli effetti termici che l’indice di esposizione in relazione agli effetti  di stimolazione (fino a 10MHz). Non è più necessario il calcolo dell’indice con il metodo del picco ponderato. E’ necessario misurare separatamente campo elettrico e magnetico.

4) Campi a frequenza molto alta (microonde),  da 1 GHz a 300 GHz:  in questo intervallo  i limiti non variano con la frequenza: se la sorgente è stazionaria è possibile in genere utilizzare uno strumento a banda larga che fornisca  solo il valore totale del campo elettrico, o di quello magnetico o della densità di potenza.

La strumentazione utilizzata per le misure deve rispondere ad una serie di specifiche fissate nelle norme di buona tecnica, ed in particolare nelle norme CEI 211-6 e 211-7, riguardanti parametri quali l’intervallo dinamico e di frequenza, la risposta in frequenza, l’isotropia, la linearità in ampiezza, la sicurezza e compatibilità elettromagnetica, la risposta a segnali multifrequenza o modulati, la reiezione a campi elettrici o magnetici, l’incertezza strumentale e il tipo di rivelatore che implementa lo strumento rispetto al segnale da misurare. Tutte le informazioni relative a questi parametri devono essere contenute nelle specifiche tecniche fornite all’acquisto dello strumento o nel certificato di taratura. 

E' da tenere presente che in molte situazioni il campo si riduce rapidamente con l’aumentare della distanza dalla sorgente.

Se il campo varia considerevolmente su distanze molto brevi, è opportuno considerare con attenzione la dimensione della sonda poiché sonde di grandi dimensioni possono fornire risultati erronei.

 

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