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PREVENZIONE E PROTEZIONE
Campi Elettromagnetici [0Hz - 300 GHz]

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Nelle attività lavorative ove siano presenti macchinari o impianti  emettitori di campi elettromagnetici potenzialmente nocivi,  è in genere sempre possibile individuare un insieme di misure di tutela di tipo organizzativo e/o procedurale, che se messe in atto, consentono di:

a) prevenire l’esposizione di individui con controindicazioni assolute o relative ai livelli esposizione associati agli apparati;

b) ridurre al minimo l’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici irradiati da tali apparati.

Tra queste le principali, comuni alla maggior parte delle situazioni espositive, sono:

 Installazione e layout

E’ necessario che gli apparati emettitori di CEM siano installati in aree di lavoro adibite ad uso esclusivo degli stessi ed ad idonea distanza dalle altre aree di lavoro ove il personale stazioni per periodi prolungati. Inoltre, per prevenire effetti indiretti, problemi interferenziali e per evitare esposizioni indebite, è di fondamentale importanza evitare che in prossimità delle sorgenti di campo EM vengano posizionati, se non previa idonea valutazione tecnica, oggetti metallici di qualsiasi tipo ed apparecchiature elettriche.

In generale la distanza di rispetto tra l’area di installazione dell’apparato – che definiremo area ad accesso controllato in relazione al rischio di esposizione a CEM– e le altre aree di lavoro, ad accesso libero, dipende dalle caratteristiche tecnologiche dell’apparecchiatura, e dovrà essere stimata da colui che effettua la valutazione del rischio.

In applicazione del principio di ottimizzazione sarà opportuno mirare, laddove possibile, al conseguimento di esposizioni a campi elettromagnetici presso le aree adibite a permanenza protratta del personale non professionalmente esposto, secondo la definizione fornita nel documento del Coordinamento Tecnico delle Regioni e dell'ISPESL (CTIPLL-ISPESL), a valori inferiori ai limiti massimi fissati dalla vigente normativa per esposizione della popolazione a campi elettromagnetici.

 Delimitazione delle aree

Le  aree di lavoro ove i valori di esposizione possono risultare superiori ai livelli di riferimento per la popolazione di cui alla raccomandazione europea 1999/519/CE, coincidenti con i livelli di riferimento ICNIRP del 1998, dovranno essere delimitate con cartelli di segnalazione di presenza di campi elettromagnetici, conformi alle normative vigenti in materia di segnaletica di sicurezza (Figura 1).
 

 
Radiofrequenza   Campo Statico

Figura 1 Segnaletica di sicurezza presenza rischio campi elettromagnetici


L’accesso a tali aree sarà consentito solo a personale autorizzato, previa valutazione dell’assenza di controindicazioni fisiche  all’esposizione (vedi tabella 1). L’accesso al personale non autorizzato dovrà essere interdetto possibilmente mediante barriere fisiche.

In Figura 2 si riporta il diagramma di flusso da seguire ai fini della delimitazione delle aree ad accesso controllato, conformemente a quanto indicato nella norma CENELEC EN 50499.
 


Figura 2 Procedura per la delimitazione delle aree ad accesso controllato
 

 

Tabella 1 - Soggetti con controindicazione all’esposizione a campi elettromagnetici superiori ai livelli di riferimento stabiliti dall'ICNIRP per la protezione della popolazione (elenco a titolo indicativo)

  • Portatori di pace-makers o altre protesi e dispositivi dotati di circuiti elettronici
  • Portatori di clips vascolari, dispositivi e protesi endovascolari o schegge metalliche (ferromagnetiche nel caso di campo statico, schegge metalliche in generale nel caso di esposizione a RF e microonde)
  • Portatori di protesi interne
  • Donne in gravidanza
  • Infarto recente del miocardio
  • Portatrici di dispositivi intrauterini
  • Soggetti operati di cataratta (solo per campo magnetico statico)

Formazione ed addestramento del personale

Ai fini della prevenzione dei rischi per la salute dei soggetti esposti, è fondamentale che il personale sia formato sulle corrette norme comportamentali da adottare nelle operazioni in prossimità del macchinario sorgente di CEM e soprattutto sulla necessità di limitare la permanenza nelle aree con esposizioni a campi elettromagnetici di interesse protezionistico (zone controllate) al tempo strettamente funzionale ad attività ed operazioni di controllo del macchinario/impianto sorgente di CEM.

E’ importante che il personale sia formato sugli aspetti seguenti:

· condizioni di controindicazione individuale all’esposizione a campi elettromagnetici;

·appropriate modalità di utilizzo degli apparati al fine di ridurre l’esposizione per i lavoratori ed i soggetti terzi: a tale riguardo è  importante prendere in esame quanto prescritto sul manuale di istruzione ed uso dello specifico apparato:  tali raccomandazioni dovrebbero essere  recepite  nell’ambito del rapporto di valutazione dei rischi e adeguatamente illustrate  ai lavoratori nell'ambito di specifico addestramento

· corretti comportamenti da adottare in prossimità delle sorgenti: questi possono comprendere anche limitazioni all’introduzione di oggetti metallici o di apparecchiature elettriche all’interno dell’area controllata; tali raccomandazioni dovrebbero essere  esplicitate  nell’ambito del rapporto di valutazione dei rischi e adeguatamente illustrate  ai lavoratori nell'ambito di specifico addestramento

· modalità di accesso alle zone ad accesso regolamentato: tali modaità dovrebbero essere esplicitate nell’ambito del rapporto di valutazione dei rischi e adeguatamente illustrate  ai lavoratori nell'ambito di specifico addestramento

DPI

Nei casi in cui  l’accesso alle aree con rischio di superamento del valore DI AZIONE  per i lavoratori non possa essere impedito fisicamente, come ad esempio nel caso di lavorazioni su tralicci, o su linee elettriche aeree di alta tensione, è necessario  dotare i  lavoratori di:

Interventi sulle sorgenti:  acquisto nuovi macchinari

Sono ormai già da alcuni anni disponibili sul mercato numerosi macchinari,  tradizionalmente ad alta emissione CEM,  quali ad esempio saldatrici ad arco o forni ad induzione,   che presentano livelli di esposizione compatibili  con i  livelli di azione prescritti dalla Direttiva 2013/35/UE recepita dal D.lgvo 81/08 Titolo VIII Capo IV.

Le informazioni fornite dal produttore ai sensi delle nuove norme di prodotto  rappresentano preziosi  strumenti per la riduzione ed il controllo del rischio da esposizione a campi elettromagnetici in ambito aziendale, facilitando e guidando le fasi di:

Ø  Adeguamento del parco macchine

Ø  Collaudo/accettazione nuovi macchinari

Ø  Regolare manutenzione del parco macchine

Ø  Controllo del rischio residuo

secondo quanto richiesto dal d.lgvo 81/2008.

E’ importante che gli attori della prevenzione siano consapevoli dell’importanza di acquisire in fase di valutazione del rischio le  informazioni fornite dal costruttore del macchinario, così come prescritto dal D.lgvo 159/2016, mirate alla prevenzione e riduzione del rischio per lo specifico apparato.

Qualora queste informazioni non siano presenti nel manuale di istruzione di nuovi macchinari ed il rischio CEM sia evidenziato, il macchinario non potrà essere considerato conforme alla Direttiva Macchine  e/o alle pertinenti direttive comunitarie, pertanto non dovrà essere accettato in fase di collaudo ed aggiornamento della valutazione del rischio.

La valutazione del rischio sarà tanto più efficace quanto più sarà tesa a perseguire l’ adeguamento del mercato a macchinari  che garantiscano la piena conformità delle emissioni CEM alle specifiche norme di prodotto e nel contempo la riduzione del rischio da esposizione a campi elettromagnetici in quei luoghi di lavoro ove tale rischio è ancora rilevante.

Secondo quanto riportato dalla Direttiva Macchine la progettazione e costruzione dei  macchinari deve essere tale da limitare qualsiasi emissione di radiazioni a quanto necessario al loro funzionamento e tale che i suoi effetti sulle persone esposte siano nulli o comunque non pericolosi. La norma di riferimento per la valutazione e riduzione dei rischi generati dalle radiazioni emesse dal macchinario è la UNI EN 12198-1 del 2009, che riguarda l’emissione di tutti i tipi di radiazione elettromagnetica non ionizzante, incluse le radiazioni ottiche. In funzione del livello di emissione di radiazioni, il fabbricante deve assegnare alla macchina una categoria di emissione di radiazioni. Tali valori sono riportati in appendice B della UNI EN 12198:2009. In particolare la norma considera tre categorie di emissione, per le quali sono previste diverse misure di protezione, informazione, addestramento, secondo la Tabella 2 a seguito.

Tabella 2: categorie di emissione delle macchine secondo la UNI EN 12198:2009

Cat.

Restrizione e misure di protezione

Informazione -addestramento

Livelli emissione

0

Nessuna

Nessuna

< livelli di riferimento per la popolazione raccomandaz. europea 1999/519/CE

1

Possono essere necessarie limitazioni all’accesso e misure di protezione

Informazioni su pericoli, rischi ed effetti indiretti

> livelli di riferimento per la popolazione raccomandaz. europea 1999/519/CE

2

Restrizioni speciali e misure di protezione obbligatorie

Come 1 in più

necessario addestramento

> livelli azione Direttiva CE/44/2002 (TU titolo VIII capo IV)

 

Il fabbricante deve specificare, se necessario, il livello di competenza da raggiungere mediante addestramento. Inoltre il fabbricante deve fornirne dettagli appropriati nelle istruzioni nei casi in cui le condizioni operative e di messa a punto della macchina si traducano in una riduzione della emissione.

Se la categoria di emissione di radiazioni è 1 o 2, il fabbricante deve dichiarare come informazione supplementare il tipo e il livello di radiazioni che possono essere emesse dalla macchina.

Le macchine rientranti nelle categorie 1 e 2 devono essere marcate. La marcatura deve comprendere (Figura 1):

-         Segnale di sicurezza rappresentante il tipo di emissione di radiazione

-         Il numero di categoria (categoria 1 o categoria 2).

-         Il riferimento alla norma  UNI EN 12198.

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