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A.1. Cosa si intende come rischio di esposizione ad atmosfere iperbariche?

Un’attività lavorativa espone a rischio iperbarico se la pressione della miscela respirata supera la pressione ambiente al livello del mare.

Le attività lavorative che espongono a rischio iperbarico sono di varie tipologie ed hanno ciascuna aspetti specifici di detta esposizione che ne fanno un caso a parte rispetto alle altre tipologie. In conseguenza di queste differenze si suddividerà il presente documento, laddove tali differenze ricorrano, in tante sottosezioni quante sono le attività lavorative iperbariche effettivamente differenti.

  • SUBACQUEI DI BASSO E ALTO FONDALE: il subacqueo di basso fondale opera a profondità che vanno da pochi metri fino a 50 metri, prevalentemente in immersioni con risalita a fine lavoro, a volte in saturazione. I suoi compiti sono di supporto alle attività estrattive per la parte sommersa dell’impianto: montaggi parti della trivella, saldature, verifica saldature, etc. Il subacqueo di alto fondale esegue le stesse operazioni, ma a profondità che vanno da 50 a 300 metri. Il lavoro si svolge in saturazione: i subacquei, una volta compressi alla profondità operativa, restano in tale condizione per circa 28 giorni di lavoro ed il tempo di riposo lo trascorrono in una camera iperbarica sul battello appoggio con turni di lavoro di otto ore, altre otto di riposo e otto di supporto alla squadra in acqua, ma modificabili in funzione delle esigenze lavorative. Le squadre sono solitamente di due operatori, mentre il turno è formato di tre squadre. Lavorano con ombelicale e casco con cui hanno la possibilità di comunicare con il supporto e la superficie. Gli alto-fondalisti hanno un supporto termico di acqua calda dalla superficie e lavorano con miscele a base di elio-ossigeno (eliox). L’attività richiede uno sforzo fisico medio. L’assistenza di superficie è a distanza zero, possiede tutte le dotazioni necessarie ed è dotata di camera iperbarica multiposto in loco. Il sommozzatore in servizio locale, altrimenti detto subacqueo di porto, è la figura di riferimento per i piccoli e medi lavori portuali e di raddobbo delle navi in porto. I suoi compiti solitamente consistono nel lavorare sotto acqua per posare e riparare ponti, moli e fondamenta di arginamento portuali, ispezionare gli scafi delle navi e le installazioni subacquee per rilevare eventuali danni ed effettuare delle riparazioni minori, annunciare la condizione delle navi naufragate, liberarsi dagli ostacoli sotto acqua, praticare i fori per l'esplosivo sotto l'acqua, realizzare immersioni legate ad operazioni di salvataggio, di recupero o alla ricerca di annegati, coordinare altri lavoratori. Lavorano prevalentemente in aria con ombelicale e maschera gran facciale per poter comunicare con la superficie. L’attività richiede uno sforzo fisico medio. L’assistenza di superficie è a distanza zero, possiede tutte le dotazioni necessarie ed è collegato tramite 112 con pronto soccorso e camera iperbarica in prossimità del punto d’immersione.
  • SUBACQUEA SCIENTIFICA: l’archeologo ed il ricercatore subacqueo eseguono rilievi di carattere archeologico/scientifico che non possono essere compiuti senza la necessaria professionalità specifica da parte di un operatore subacqueo professionale. Il personale impiegato ha estrazione molto varia e formazione subacquea spesso di tipo ricreativo: studenti, dottorandi, ricercatori e professori. Le immersioni sono prevalentemente singole con bombola d’aria, muta umida e maschera normale (senza comunicazione con la superficie). L’immersione richiede spesso l’impiego di attrezzatura dedicata (sorbone, penetrometri, palloni di sollevamento, etc.), ma l’attività fisica è modesta. Si fanno non più di due immersioni al giorno, solitamente in curva di sicurezza. L’assistenza di superficie è a distanza variabile da 2 ore in su, non sempre possiede tutte le dotazioni necessarie e non è dotata di camera iperbarica multiposto.
  • CORPI SUBACQUEI DELLO STATO: i subacquei dei Corpi dello Stato svolgono servizi di natura varia ma, in generale, deputati a risolvere situazioni che si sono create per effetto di cause naturali o umane. I rischi derivanti da tali attività possono essere molto elevati (soccorso, sminamento, ricerca narcotici, campionamento sostanze tossiche e/o nocive, etc.). L’attività si svolge, prevalentemente, con immersioni singole in aria o con miscele binarie (miscele binarie azoto-ossigeno ossia aria arricchita in ossigeno) o ternarie, solitamente entro i 50 metri e può richiedere sforzo fisico medio/elevato. Possono essere effettuate anche immersioni più profonde con attrezzature dedicate. Non si praticano ripetizioni superiori a due nella giornata. Vengono utilizzate mute stagne e maschere gran facciali con comunicazione con la superficie. L’assistenza di superficie è a distanza zero, possiede tutte le dotazioni necessarie ed è, talvolta, dotata di camera iperbarica multiposto con personale medico e paramedico in loco.
  • PESCA PROFESSIONALE, CORALLARI, ITTICOLTURA: Questa categoria raccoglie in sé due sottocategorie distinte. Fanno parte di una i subacquei di supporto delle itticolture a mare, mentre nell’altra ci sono i cosiddetti corallari. I corallari esplicano la loro attività essenzialmente nella raccolta ad alta profondità di corallo ed altre specie. Questa categoria è in fase di estinzione perché nessuna regione rinnova le autorizzazioni e quando interrompono l’attività mancano di ricambio. L’assistenza di superficie dei corallari è a distanza notevole dato che costoro spesso si immergono da soli per non rivelare i siti ricchi di corallo, raramente possiede tutte le dotazioni necessarie ed è, talvolta, dotata di camera iperbarica monoposto a bassa pressione sul natante d’appoggio. I lavoratori delle itticolture, invece, sono in costante aumento per la maggior diffusione che queste attività stanno vivendo. La loro attività consiste nel riparare le reti o coadiuvare nella raccolta del pescato. Fanno frequenti immersioni singole giornaliere nella stagione della raccolta, con profondità medio basse (massimo 20/30 metri), in aria con autorespiratore a circuito aperto e per tempi inferiori ai 40 minuti. Non sono normati da alcuna legge nazionale (alcune Regioni si stanno attrezzando, come la Toscana) e la loro formazione professionale è piuttosto variegata sul territorio. Per le caratteristiche delle proprie attività sembrerebbe necessaria una formazione specifica orientata a quella dell’Operatore Tecnico Subacqueo (OTS) ma senza saturazione e alto fondale. Solitamente fanno un’attività fisica di media intensità con attrezzature leggere senza comunicazione con la superficie. Questo aspetto implica un notevole aumento del rischio, in quanto se devono comunicare in superficie risalgono, esponendosi a multiplo rischio decompressivo. I subacquei di itticoltura hanno un’assistenza di superficie variegata, mentre l’intervento in caso di incidente e il soccorso sanitario è affidato al Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
  • LAVORATORI DELLA SUBACQUEA RICREATIVA: i lavoratori che operano in questo settore si dividono in guide subacquee e istruttori subacquei. Il compito dell’istruttore è di formare l’allievo a tutte le procedure che ne renderanno sicura la permanenza sott’acqua. La guida/accompagnatore subacqueo ha il compito di portare sott’acqua un subacqueo autonomo e di curarne la sicurezza ma soprattutto il divertimento, conducendolo dove l’immersione è più interessante e agevole. Lavorano prevalentemente con bombole d’aria atmosferica a pressione, non hanno capacità di comunicazione con la superficie e sono lontani dai soccorsi. Le immersioni sono di tipo singolo, ma con ripetizioni fino a tre/quattro al giorno nella stagione estiva. Alcuni operano con miscele binarie azoto-ossigeno (aria arricchita in ossigeno) e rebreather; più raramente con Heliair (aria arricchita di elio). L’attività richiede poco sforzo fisico. L’assistenza di superficie è a distanza variabile da 2 ore in su, non sempre possiede tutte le dotazioni necessarie e non è dotata di camera iperbarica multiposto.
  • CASSONISTI E SCAVO MECCANIZZATO (TBM): i cassonisti sono coloro che eseguono lavori di manutenzione della macchina che effettua lo scavo meccanico, oppure svolgono direttamente operazioni di scavo, in un cassone ad aria compressa. Il cassone è un contenitore stagno che appoggia sul fondo del mare oppure la testa della talpa che fa tenuta con la galleria che sta scavando. Poiché tenderebbe spontaneamente ad allagarsi si tiene fuori l’acqua pompando all’interno aria compressa alla pressione corrispondente alla quota di lavoro sotto il livello dell’acqua di falda. Il loro impiego è nell’ambito dell’ingegneria civile: gallerie (stradali, metropolitana o ferrovia), miniere, lavori portuali, costruzione ponti. Lavorano in ambiente asciutto e respirano aria ambiente in pressione. L’attività richiede uno sforzo fisico elevato. L’assistenza di superficie è a distanza zero, possiede tutte le dotazioni necessarie ed è dotata di camera iperbarica multiposto in loco (DPR 321/56).
  • OSSIGENOTERAPIA IPERBARICA: la specializzazione medica che afferisce all’ossigeno terapia iperbarica è attualmente: Anestesia e Rianimazione, Anestesia e Rianimazione ad indirizzo Iperbarico, Medicina del Nuoto e delle Attività Subacquee. È riconosciuto come titolo di competenza il Master Universitario di secondo livello in Medicina Subacquea e Iperbarica. La scuola di specializzazione non esiste più a seguito dell’entrata in vigore della normativa europea sulle specializzazioni. I tecnici iperbarici non entrano mai in camera iperbarica e possono essere compressi in camera iperbarica solo per problemi tecnici da risolvere, possibilmente senza la presenza dei pazienti, mentre medici ed infermieri vi si comprimono quando devono assistere i pazienti. La miscela per la compressione della Camera Iperbarica è, dal 1998, solo aria respirabile mentre l'erogazione dell'Ossigeno avviene attraverso mascherine oro-nasali a domanda o in continua. Alcune volte la somministrazione dell'Ossigeno avviene attraverso dei caschi individuali sigillati rispetto alla camera. È ammesso un solo casco per ogni seduta di Ossigeno Terapia Iperbarica.

 

Un glossario per le FAQ relative alle atmosfere iperbariche è disponibile qui.

 

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