Normalmente in un determinato luogo di lavoro possono essere presenti più sorgenti rilevanti di radiazioni ottiche ma solitamente esse appartengono alla stessa categoria: differenti postazioni di saldatura ad arco all’interno dello stesso ambiente; zone con metallo o vetro fuso a vista in una fonderia; riscaldatori radianti affiancati lungo la postazione di lavoro. Negli esempi elencati i lavoratori possono essere esposti alla radiazione contemporanea di più sorgenti dello stesso tipo. Inoltre se tali sorgenti sono piccole ed hanno un'emissione nel visibile molto intensa la loro radianza è molto elevata, quindi quando rientrano nel campo visivo, l'occhio tende a concentrare la radiazione in una piccola porzione della retina, che può subire un'esposizione molto elevata. Esempi di tali sorgenti sono l'arco di saldatura, lampade ad alogenuri metallici o a LED molto intense per usi speciali. Si noti che nel caso di emissioni nel visibile ed IRA l’organo bersaglio è la retina, mentre per sorgenti di radiazioni nello spettro UV e IRB l’organo bersaglio è la parte anteriore dell’occhio. Un approccio conservativo è il seguente: per ciascun organo bersaglio (retina o parte anteriore dell'occhio), si devono sommare gli effetti dovuti a tutte le sorgenti che contribuiscono all'esposizione del lavoratore. Quando si è in presenza di più sorgenti singolarmente giustificabili, si devono valutare eventuali effetti cumulativi in caso di corrispondenza dello spettro di emissione o dell’effetto dell’esposizione. Tuttavia si fa presente che tale effetto cumulativo può avere luogo solo se le sorgenti si trovano alla stessa distanza dall’operatore. Un caso particolare è costituito dalla presenza di più sorgenti di illuminazione generale singolarmente giustificabili: la loro corretta installazione dovrebbe garantire il mantenimento di un livello di rischio trascurabile anche considerandole nel loro insieme.
