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D.2 Come deve essere strutturata e che cosa deve riportare la Relazione Tecnica di supporto al documento di valutazione del rischio ROA?

Il Documento redatto sotto la responsabilità del Datore di lavoro a conclusione della valutazione del rischio sulla base della Relazione Tecnica deve essere datato (con data certa o attestata) e contenere quanto indicato all’art.28 comma 2 del D.Lgs.81/2008 (ed in particolare identificare e suggerire le opportune misure di prevenzione e protezione da adottare con particolare riferimento alle norme di buona tecnica e alle buone prassi nonché il piano temporale delle azioni per la minimizzazione ). Si fornisce di seguito uno schema di riferimento per la stesura della Relazione Tecnica nel rispetto delle indicazioni previste dalla “Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2006/25/EC” relativa alle ROA redatta da “personale qualificato”:

1.    Contenuti generali della relazione tecnica 

  • obiettivo della valutazione
  • luogo e data della valutazione / professionisti responsabili della valutazione;
  • luogo / reparto di lavoro;
  • caratterizzazione del luogo di lavoro con individuazione degli apparati in grado di emettere ROA e delle posizioni di lavoro (layout, tipo di sorgente, fabbricante della macchina/dispositivo, etc.).
    • definizione delle principali caratteristiche delle sorgenti di radiazione ottica e in particolare di quelle radiometriche, dimensioni della superficie radiante, temperature operative (nel caso di forni di fusione metalli e vetro), spettro di emissione, classificazione della sorgente riportata nel manuale di istruzioni ed uso (obbligatoria nel caso dei Laser); informazioni relative alla  sicurezza ed al corretto impiego riportate nei manuali di istruzioni ed uso secondo le pertinenti direttive comunitarie
    • lista degli eventuali standard riferibili agli apparati/sorgenti;
    • eventuale dimostrazione di giustificazione della sorgente o del sistema che la contiene;
    • descrizione delle condizioni di utilizzo della sorgente: processo di lavoro, tempi di esposizione, posizione del lavoratore rispetto alla sorgente durante le fasi che comportano esposizione a radiazioni ottiche;
  • fonti informative dei singoli dati utilizzati (dati del fabbricante, buone prassi, dati di letteratura, banche dati);
  • elenco delle mansioni dei lavoratori esposti per ragioni professionali o di gruppi omogenei;
  • indicazioni inerenti le misure di tutela da mettere in atto tratte ad esempio da:

1.    Portale Agenti Fisici (allegando riferimenti pertinenti)

2.    manuale di istruzioni ed uso del fabbricante (allegare estratto), da utilizzarsi obbligatoriamente in tutti i casi  in cui Direttive comunitarie di prodotto prevedano specifici contenuti ai fini della valutazione dei rischi.

N.B.:   Le indicazioni fornite dal fabbricante, se presenti nel manuale di istruzioni, devono necessariamente essere prese in considerazione ai sensi dell’Art. 209, comma 1 del D.Lgs. 81/08.

1.1. Nel caso siano effettuate misure:

Come riferimento non cogente possono essere usati i moduli pubblicati nel PAF nel capitolo “Documenti per la fornitura dati" e comunque devono essere indicati:

  • descrizione delle condizioni di utilizzo della sorgente: processo di lavoro, tempi di esposizione, posizione del lavoratore rispetto alla sorgente durante le fasi che comportano esposizione a radiazione ottica;

  • caratteristiche della strumentazione di misura e riferimenti dell’ultima taratura;

  • indicazione in planimetria dei punti di misura (layout)

  • condizioni della sorgente durante la misura: le misure devono essere effettuate nelle condizioni di utilizzo della sorgente più sfavorevoli nelle diverse modalità operative;

  • durata delle misure;

  • Le condizioni in cui sono state prese le misure (posizione dell’operatore, posizione degli altri lavoratori oltre l’operatore, tempo di permanenza nelle postazioni, operazioni, ecc.) devono essere descritte con il massimo dettaglio.

1.2. Nel caso vengano effettuate stime tramite calcoli:

  • software e/o algoritmi utilizzati completi dei dati di input;
  • Norme tecniche, buone prassi, linee guida o altri documenti pertinenti a cui ci si è riferiti per l’effettuazione delle valutazioni e dei calcoli.

2.    Risultati della Relazione Tecnica

  • Tipologia di esposizione (UV/IR/Visibile) e  durate limite espositive in assenza di DPI associati a ciascuno dei gruppi omogenei identificati, in relazione ai pertinenti VLE;
  • Distanze di sicurezza;
  • Incertezze associate ai livelli di esposizione utilizzati ai fini del confronto con i VLE (solo nel caso in cui siano state effettuate  misure);

3.    Conclusioni con indicazione delle misure di prevenzione e protezione proposte

Vanno almeno riportati:

  1. I lavoratori esposti a rischio ROA e i livelli di rischio identificati con riferimento ai VLE previsti dall’Allegato XXXVII del D.Lgs. 81/08;
  2. Le specifiche condizioni espositive ove siano riscontrabili superamenti dei VLE o incrementi espositivi rilevanti in relazione alla tutela di  soggetti particolarmente sensibili;
  3. Gli interventi che si propone siano messi in atto dall’azienda, con indicazione dei soggetti preposti all'attuazione ed al controllo degli stessi ed in particolare:
    • gli interventi strutturali, tecnici e/o procedurali ai fini della riduzione e del controllo del rischio di esposizione a ROA, anche sulla base di quanto riportato nel manuale di istruzioni ed uso del macchinario e/o nella sezione  ROA del Portale Agenti Fisici (banca dati e documentazione);
    • le procedure di corretta installazione e manutenzione del macchinario o delle sorgenti in relazione alla riduzione ed al controllo dell’esposizione a ROA, inclusi i protocolli di manutenzione preventiva e periodica e/ o di sostituzione delle sorgenti, se di interesse ai fini del controllo dell’esposizione a ROA.
  4. Le caratteristiche dei DPC e DPI che si propone siano adottati per le differenti condizioni espositive o mansioni omogenee, le procedure di  utilizzo degli stessi, le modalità di acquisto e manutenzione degli stessi.
  5. L’indicazione delle aree ove si riscontra il superamento dei VLE che necessitano di delimitazione e le modalità di delimitazione delle stesse   delimitare ad accesso limitato; la segnaletica da apporre all'ingresso delle aree ad accesso limitato.
  6. Presenza di fattori di criticità inerenti il possibile  incremento del  rischio ROA nel tempo e modalità di controllo /gestione degli stessi (es. sorgenti mobili, turn over personale, guasti sistemi sicurezza presenti etc.).
  7. Il piano proposto per il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza raggiunti.
  8. Scadenza / periodicità della valutazione del rischio professionale da esposizione a ROA, in relazione all'entità  del rischio riscontrato e delle misure di tutela predisposte. Ad esempio se  la valutazione del rischio prevede l’installazione di barriere, sistemi di controllo a chiave etc. sarà effettuata una nuova valutazione in sede di verifica della corretta installazione dei sistemi di sicurezza previsti, rimodulando conseguentemente le procedure di gestione del rischio cui ai punti c) e f) ridefinendo nuova scadenza e periodicità.

 

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