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E.6 Gli effetti avversi sulla salute dovuti a radiazione OTTICA ARTIFICIALE sono oggetto di riconoscimento di malattia professionale?

RADIAZIONI INFRAROSSE

In ambito di tutela assicurativa INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) dal 2008, anno di entrata in vigore delle Nuove Tabelle delle Malattie Professionali emanate con il DM 9 aprile 2008 [1], le MALATTIE CAUSATE DALLE RADIAZIONI INFRAROSSE sono state inserite nelle Tabelle delle malattie professionali, alla voce 83 della tabella per l’Industria (ved. Tabella E.5.1). Nella prima colonna sono inserite le malattie nosologicamente definite ed identificate secondo la codifica internazionale delle malattie alla decima revisione (ICD-10): alla sottovoce a) le opacità del cristallino (H26.9), alla sottovoce b) l’eritema permanente (L59.9). Non è prevista per questa voce tabellare la sottovoce “altre malattie” (ved. FAQ solari/laser /U.V.). Le “Malattie causate da radiazioni laser e onde elettromagnetiche” erano contemplate anche nella precedente Tabella delle Malattie professionali per l’Industria (DPR336/1994) alla voce 51/b  ma il riferimento era generico senza specificare né il tipo di malattia né le lavorazioni.

Tabella E.5.1 Estratto della Tabella delle malattie professionali nell’ Industria allegata al Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 9 aprile 2008 (G.U. n. 169 del 21 luglio 2008).

NUOVA TABELLA DELLE MALATTIE PROFESSIONALI NELL’INDUSTRIA DI CUI ALL’ART.3 DEL D.P.R. 1124/1965 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI (ALL’ART. N.4 al D.P.R. 1124/1965)

83) MALATTIE CAUSATE DALLE             RADIAZIONI INFRAROSSE

 

 

a) OPACITA’ DEL CRISTALLINO (H26.9)

Lavorazioni di fusione del vetro e dei metalli.

Lavorazioni su masse incandescenti

2 anni

b) ERITEMA PREMANENTE (L59.0)

2 anni

Nella seconda colonna sono elencate le lavorazioni da considerarsi tabellate ed il legislatore fa specifico riferimento a 2 situazioni lavorative:  “lavorazione di fusione del vetro e dei metalli” e “lavorazioni su masse incandescenti”.

RADIAZIONE UV.

Alla voce 84 della Tabella per l’Industria (Tabella E.2.1) nella prima colonna sono state inserite le “Malattie causate dalle radiazioni UV comprese le radiazioni solari” e, tra queste, sono elencate alla sottovoce a) le cheratosi attiniche (L57.0); alla sottovoce b) gli epiteliomi cutanei delle sedi fotoesposte (C44) e alla sottovoce c) Altre malattie causate dalla esposizione alle radiazioni UV comprese le radiazioni solari (ICD-10 da specificare).

Tabella E.2.1. Estratto della Tabella delle malattie professionali nell’ Industria allegata al Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 9 aprile 2008 (G.U. n. 169 del 21 luglio 2008).

NUOVA TABELLA DELLE MALATTIE PROFESSIONALI NELL’INDUSTRIA DI CUI ALL’ART.3 DEL D.P.R. 1124/1965 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI (ALL.N.4 al D.P.R. 1124/1965)

MALATTIE (ICD-10)

LAVORAZIONI

84)   MALATTIE CAUSATE DALLE RADIAZIONI U.V. COMPRESE LE RADIAZIONI SOLARI

 

a) CHERATOSI ATTINICHE (L57.0)

Lavorazioni che espongono alle radiazioni UV.

Lavorazioni che espongono alle radiazioni solari presso stabilimenti balneari, a bordo di navi, in cantieri di edilizia stradale, in cave e miniere a cielo aperto.

b) EPITELIOMI CUTANEI DELLE SEDI FOTOESPOSTE (C44)

c) ALTRE MALATTIE CAUSATE DALLA ESPOSIZIONE PROFESSIONALE ALLE RADIAZIONI U.V. COMPRESE LE RADIAZIONI SOLARI (ICD-10 DA SPECIFICARE)

La sottovoce c) “altre malattie” è stata inserita nelle Nuove Tabelle delle malattie professionali per la maggior parte degli agenti causali, al fine di non produrre un arretramento di tutela del lavoratore. In essa è possibile infatti ricomprendere altre patologie, nel caso specifico della cute o dell’apparato oculare, aggiuntive rispetto a quelle nosologicamente definite nelle sottovoci precedenti, patologie che la letteratura scientifica dovesse ritenere riconducibili allo stesso agente causale con un elevato grado di probabilità, desumibile da dati scientifici ed epidemiologici, nelle more dell’aggiornamento periodico delle tabelle stesse. Come specificato nella circolare Inail n.47 del 24 luglio 2008. “In concreto nella valutazione di queste patologie spetta alla scienza medica definire, in base ai criteri da essa ritenuti affidabili (primi tra tutti i dati epidemiologici) i nessi eziologici, rilevanti anche sul piano giuridico, tra gli agenti causali e le diverse malattie che potenzialmente ne derivano (cfr. Corte di Cassazione, sentenza n. 8310/91)”. In questa sottovoce potranno pertanto essere ricomprese patologie quali esempio la fotodermatite da contatto fotoallergica o fototossica (L56) o la cataratta da radiazioni UV (H26.9).

Nella seconda colonna sono elencate le lavorazioni da considerarsi tabellate, distinte in:

  1. Lavorazioni che espongono alle radiazioni UV, sottintendendo da fonti artificiali (es. saldatura ad arco, foto-polimerizzazione, sterilizzazione con UV, etc.). Il legislatore non indica specifiche attività lavorative per l’UV artificiale: per tali lavorazioni il riferimento è il documento ICNIRP del 2007 adottato nelle linee guida ISPESL 2009. Gli aspetti assicurativi relativi alle malattie professionali da esposizione a sorgenti UV artificiali sono affrontati nella sezione ROA;
  2. Lavorazioni che espongono alle radiazioni solari in questo caso invece viene fatto riferimento a 4 situazioni lavorative che sono ’’lavori in stabilimenti balneari, a bordo di navi, in cantieri di edilizia stradale, in cave e miniere a cielo aperto’’.

LASER

In ambito di tutela assicurativa INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) dal 2008, anno di entrata in vigore delle Nuove Tabelle delle Malattie Professionali emanate con il DM 9 aprile 2008, le MALATTIE CAUSATE DA RADIAZIONE LASER sono state inserite nelle Tabelle delle malattie professionali, alla voce 82 della tabella per l’Industria (ved. Tabella). Nella prima colonna sono inserite le malattie nosologicamente definite ed identificate secondo la codifica internazionale delle malattie alla decima revisione (ICD-10): alla sottovoce a) le lesioni retiniche (H35.9); alla sottovoce b) le lesioni della cornea (H18.9), alla sottovoce c) le opacità del cristallino (H26.9), alla sottovoce d) le opacità del corpo vitro (H43.3), alla sottovoce e) altre malattie causate dalla esposizione professionale a radiazioni laser (ICD-10 da specificare). Le “Malattie causate da radiazioni laser e onde elettromagnetiche” erano contemplate anche nella precedente Tabella delle Malattie professionali per l’Industria (DPR336/1994) alla voce 51/b ma il riferimento era generico senza specificare né il tipo di malattia né le lavorazioni.

Estratto della Tabella delle malattie professionali nell’ Industria allegata al Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 9 aprile 2008 (G.U. n. 169 del 21 luglio 2008).

NUOVA TABELLA DELLE MALATTIE PROFESSIONALI NELL’INDUSTRIA DI CUI ALL’ART.3 DEL D.P.R. 1124/1965 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI (ALL. N.4 al D.P.R. 1124/1965)

82)      MALATTIE CAUSATE DA RADIAZIONE LASER

 

 

a)LESIONI RETINICHE (H35.9)

Lavorazioni che comportano l’esposizione a

radiazioni laser

2 anni

b) LESIONI DELLA CORNEA (H18.9)

2 anni

c) OPACITA’ DEL CRISTALLINO (H26.9)

2 anni

d) OPACITA’ DEL CORPO VITREO (H43.3)

2 anni

e) ALTRE MALATTIE CAUSATE DALLA ESPOSIZIONE PROFESSIONALE A RADIAZIONI LASER (ICD-10 DA SPECIFICARE)

2 anni

La sottovoce e) “altre malattie” è stata inserita al fine di non produrre un arretramento di tutela del lavoratore. In essa è possibile infatti ricomprendere altre patologie, nel caso specifico della cute o dell’apparato oculare, aggiuntive rispetto a quelle nosologicamente definite nelle sottovoci precedenti, patologie che la letteratura scientifica dovesse ritenere riconducibili allo stesso agente causale con un elevato grado di probabilità, desumibile da dati scientifici ed epidemiologici, nelle more dell’aggiornamento periodico delle tabelle stesse. Come specificato nella circolare Inail n.47 del 24 luglio 2008 .. “In concreto nella valutazione di queste patologie spetta alla scienza medica definire, in base ai criteri da essa ritenuti affidabili (primi tra tutti i dati epidemiologici) i nessi eziologici, rilevanti anche sul piano giuridico, tra gli agenti causali e le diverse malattie che potenzialmente ne derivano (cfr. Corte di Cassazione, sentenza n. 8310/91)”.  Nella seconda colonna sono elencate le lavorazioni da considerarsi tabellate: il legislatore indica genericamente “Lavorazioni che comportano l’esposizione a radiazione laser”. Il mancato riferimento a specifiche attività lavorative lascia intendere che qualsiasi lavorazione che esponga a sorgenti laser può essere considerata tabellata. Riguardo al periodo massimo di indennizzabilità dalla cessazione dell’attività lavorativa, per tutte le patologie è stato fissato a 2 anni, pertanto se la malattia viene denunciata oltre 2 anni dall’abbandono della lavorazione a rischio, il lavoratore dovrà esibire documentazione sanitaria che attesti che la manifestazione della malattia è avvenuta entro il termine previsto. Se la malattia si è effettivamente manifestata oltre i termini tabellari sarà trattata come malattia non tabellata (cfr. sentenza n.179/1988 della corte costituzionale).

 

 

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