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C.6 Cosa si intende con comfort/discomfort locale e come si valuta?

Il  discomfort locale è legato all’esistenza di effetti termici che possono indurre discomfort su specifiche parti del corpo.

La norma UNI EN ISO 7730 [9] individua quattro fattori di discomfort locale:

1. Correnti d’aria

2. Differenza verticale di temperatura tra testa e caviglie

3. Pavimenti caldi o freddi

4. Asimmetria radiante, dovuta a soffitti caldi o freddi, o pareti calde o fredde.

  1. Correnti d’aria

Discomfort determinato dal raffreddamento localizzato del corpo dovuto ad un flusso d’aria diretto. È una delle cause di disagio locale più frequenti riscontrabili negli ambienti indoor anche in condizioni di neutralità termica globale. Il discomfort da corrente d’aria è quantificato dall’indice DR (Draught Rate)

DR = (34 – ta)ïâ€Âš·(va – 0,05)0,62 ïâ€Âš·(0,37va ïâ€Âš· Tu + 3,14)

dove

ta è la temperatura locale dell’aria, ovvero la temperatura del flusso d’aria in prossimità della zona in cui viene lamentato il discomfort;

va è la velocità media locale del flusso d’aria in prossimità della zona in cui viene lamentato il discomfort;

Tu è l’intensità della turbolenza, definita in termini percentuali come il rapporto tra la deviazione standard e la velocità media locale del flusso d’aria.

Gli intervalli di accettabilità sono i seguenti: categoria A ïÆÂ’  DR < 10%, categoria B ïÆÂ’  DR < 20%, categoria C ïÆÂ’  DR< 30%.

Il modello mediante il quale è stata derivata l’espressione di DR riportata sopra risulta validato soltanto all’interno di opportuni intervalli, ovvero

20°C < ta < 26°C;

va < 0,5 m/s;

10% < Tu < 60%.

Per valutare il discomfort dovuto alle correnti d’aria al di fuori di questi intervalli può essere utile estrapolare, almeno in forma qualitativa, gli andamenti mostrati dall’equazione per DR, secondo i quali il discomfort: a) aumenta al diminuire della temperatura dell’aria; b) aumenta all’aumentare della velocità dell’aria; c) aumenta all’aumentare dell’intensità della turbolenza.

Il discomfort dovuto alle correnti d’aria dipende inoltre da alcune quantità di cui l’attuale modello non tiene conto:

  1. dalla zona del corpo che viene investita dal flusso. Nella versione attuale il modello si applica in presenza di correnti d’aria al collo. A livello di braccia e piedi, il modello potrebbe sovrastimare il discomfort.

  2. dalla sensazione termica globale. Nella versione attuale il modello si applica a soggetti con una sensazione termica globale prossima alla neutralità. Per soggetti con un discomfort globale non trascurabile il modello potrebbe sovrastimare il discomfort.

  3. dall’attività metabolica del soggetto esposto. Nella versione attuale il modello si applica a persone che svolgono attività leggera, soprattutto sedentaria. Il discomfort diminuisce progressivamente all’aumentare del metabolismo.


 

  1. Differenza verticale di temperatura

Discomfort determinato dalla stratificazione termica verticale. Il discomfort è quantificato dalla differenza verticale di temperatura dell’aria ïâ€ÂžTa,v fra il livello della testa e il livello delle caviglie.

I limiti di accettabilità mostrati nella sottostante tabella si riferiscono al caso in cui la temperatura a livello delle caviglie è inferiore a quella presente a livello della testa. Il caso opposto in cui la temperatura a livello delle caviglie è superiore a quella presente a livello della testa determina un discomfort inferiore.


 

Categoria

Differenza verticale di temperatura dell’aria a)

°C

A

< 2

B

< 3

C

< 4

a) 1,1 m e 0,1 m dal pavimento

 

La norma UNI EN ISO 7730 [9] fa esplicito riferimento ad altezze sul pavimento rispettivamente pari a 1,1 m e 0,1 m dalle quali si deduce che ci si riferisce ad un soggetto seduto. Non sembrano esistere tuttavia impedimenti all’applicazione di questo schema valutativo, con gli stessi valori limite di accettabilità, anche a soggetti in piedi la cui attività non implichi spostamenti significativi.

  1. Temperatura del pavimento

Discomfort determinato dal contatto piedi-pavimento nel caso in cui la temperatura del pavimento tp sia troppo alta o troppo bassa. In questo caso la sensazione termica può essere influenzata dal tipo di calzature e dai materiali di cui sono composte e dal fatto che un individuo sia seduto o in piedi.

Categoria

Intervallo di temperatura del pavimento

°C

A

da 19 a 29

B

da 19 a 29

C

da 17 a 31


 

4 Asimmetria piana radiante

Discomfort determinato dalla presenza di significativi squilibri nei flussi radianti incidenti nella postazione in cui è presente l’operatore, provenienti da direzioni contrapposte, a loro volta associati alla presenza di vaste superfici radianti (calde o fredde) a differente temperatura, quali vetrate, forni, pannelli radianti, ecc. Il parametro che si utilizza per quantificare questo tipo di disagio è rappresentato dalla differenza ïâ€Âžtp,r delle temperature piane radianti rilevate sulle facce opposte di una superficie, perpendicolare alla direzione dell’asimmetria considerata, idealmente passante per il baricentro del corpo.

Le superfici radianti sono generalmente rappresentate o dalle superfici che limitano l’ambiente (pareti, soffitto, pavimento) o da elementi ad esso paralleli. Vengono di conseguenza identificate quattro tipologie di asimmetria radiante denominate soffitto caldo, soffitto freddo, parete calda e parete fredda, che vanno più genericamente interpretate rispettivamente come asimmetrie verticali dall’alto verso il basso e viceversa, e come asimmetrie orizzontali caratterizzate dalla presenza di un elemento radiante verticale più/meno caldo del resto dell’ambiente.

Come si deduce dagli intervalli di accettabilità per le diverse categorie, riportati nella tabella seguente, a parità di ïâ€Âžtp,r il discomfort decresce passando da soffitto caldo a parete fredda, soffitto freddo (dove peraltro il limite è raramente superato), parete calda (dove peraltro il limite non è sostanzialmente mai superato).

C

<7

<13

<18

<35

B

<5

<10

<14

<23

A

<5

<10

<14

<23

Categoria

Asimmetria della temperatura radiante

°C

Soffitto caldo

Parete fredda

Soffitto freddo

Parete calda


 

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