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Valutazione del rischio da esposizione ad Atmosfere Iperbariche

 
  1. ATTIVITÀ IPERBARICHE A SECCO (CASSONISTI/LAVORI DI ESCAVAZIONE NEI TUNNEL  TBM)

  2. ATTIVITÀ SUBACQUEE

  3. OSSIGENOTERAPIA IPERBARICA

 

QUESTIONARIO PER LA VALUTAZIONE DEGLI ELEMENTI DI RISCHIO CORRELATI ALL’ ATTIVITÀ SUBACQUEA
 

Il rischio da esposizione ad ATMOSFERE IPERBARICHE è un rischio multifattoriale che va valutato tenendo in considerazione gli altri rischi specifici del contesto lavorativo in cui si opera.

I rischi specifici da atmosfere iperbariche sono legati sia all’adattamento dell’organismo alle variazioni della pressione esterna sia alle variazioni della pressione parziale dei differenti gas che vengono inalati dall’operatore.

Considerando che non esiste un capo specifico del Decreto 81/2008 per questo agente, è necessario ai fini della valutazione del rischio, fare  riferimento all’articolo 181 secondo il quale la valutazione del rischio deve far riferimento alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi.  Nel seguito si individuano i principali criteri valutativi del rischio  iperbarico per le tre categorie di attività  ove tale rischio è presente.

 

1 - ATTIVITA’ IPERBARICHE A SECCO (CASSONISTI/LAVORI DI ESCAVAZIONE NEI TUNNEL  TBM)

RIFERIMENTO NORMATIVO:  D.P.R 321/56

Il riferimento normativo ancora in vigore per tali tipologie di attività è  il D.P.R 321/56,  che specifica accuratamente la procedura di decompressione, è da considerarsi obsoleto.

Le procedure di compressione e decompressione sono enunciate nei seguenti articoli:

  • Art. 28 (Compressione e decompressione): vengono specificate le tempistiche di compressione e decompressione
  • Art. 36 (Durata del lavoro): in questo articolo viene presentata una tabella dove si indicano i limiti di durata del lavoro

Le procedure indicate in questo articolo  risultano oboslete ed espongono il lavoratore ad un doppio stress decompressivo,  in quanto prescrivono di spezzare il turno di lavoro in due parti e di trascorrere l’intervallo tra i due periodi all’aria aperta. L’unificazione dei periodi deve essere espressamente autorizzata dall’ispettorato al Lavoro e anche in questo si riscontrano criteri degli anni '50 non più attuali.

 Un importante riferimento ai fini della sicurezza  è costituito dalla  norma UNI EN 12110:2014 “Macchine per scavo meccanizzato di gallerie. Zone di pressione. Requisiti di sicurezza" .

Informazioni dettagliate in Allegato 1.

 

2 -  ATTIVITÀ  SUBACQUEE

QUESTIONARIO PER LA VALUTAZIONE DEGLI ELEMENTI DI RISCHIO CORRELATI ALL’ ATTIVITÀ SUBACQUEA

RIFERIMENTO NORMATIVO:  

  • UNI 11366 : 2010
  • BUONE PRASSI ex. Art.6 INAIL-ISPRA-ARPA (2013)

Il Decreto legge 24 gennaio 2012 “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”, meglio noto come “decreto liberalizzazioni”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, all’articolo 16 (“Sviluppo di risorse energetiche e minerarie nazionali strategiche”) richiama la  norma UNI 11366 : 2010; “Sicurezza e tutela della salute nelle attività subacquee ed iperbariche professionali al servizio dell’industria – Procedure operative, Ente Nazionale Italiano di Unificazione, Milano, 2010.”

Il sopra citato articolo 16, al punto 2, stabilisce che le attività “di cui all’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1979, n. 886, sono svolte secondo le norme vigenti, le regole di buona tecnica di cui alla norma UNI 11366”. Un riferimento che conferisce dunque alla norma un valore cogente.

Di seguito vengono riportate una serie di indicazioni contenute  nella norma  UNI 11366:2010 e nelle buone prassi riportate nella sessione "Normativa", per gli approfondimenti consultare l’Allegato2.

 

QUALIFICHE E RESPONSABILITA’

 
 
  • DATORE DI LAVORO: è responsabile di tutte le attività ed è garante della sicurezza delle attività subacquee.
  • CAPOCANTIERE SUBACQUEO – DIVING SUPERINTEND: quando presente, è l’unico in carica come preposto alla sicurezza (ADDESTRAMENTO COME INDICATO NEL TESTO UNICO) e responsabile per la sicurezza durante tutte le fasi del progetto.
  • SUPERVISORE SUBACQUEO – DIVING SUPERVISOR: il supervisore subacqueo è designato per iscritto dal contrattista quale responsabile per la sicurezza delle immersioni da lui dirette ed è il preposto alla sicurezza in quei cantieri subacquei in cui non è presente il capocantiere subacqueo.
  • TECNICO IPERBARICO DI ALTO FONDALE – LIFE SUPPORT TECHNICIAN: il tecnico iperbarico di alto fondale deve essere esperto nell’applicazione delle procedure d’immersione per alti fondali, deve conoscere le procedure di trattamento terapeutico e deve seguire le disposizioni igienico-sanitarie.
  • SOMMOZZATORE (OTS)– DIVER : i sommozzatori devono essere in possesso di un valido certificato di idoneità all’attività subacquea rilasciato da un medico specializzato in medicina del nuoto e delle attività subacquee o da un medico diplomato da master di 2° livello in medicina subacquea e iperbarica.
 
 
 

REQUISITI PROFESSIONALI DEGLI OPERATORI SUBACQUEI 

 

Di seguito sono elencati i requisiti richiesti agli operatori. Per approfondimenti consultare l’Allegato2.

  • ABILITAZIONE
  • IDONEITA’ ALLA MANSIONE SPECIFICA
  • AUTORIZZAZIONE ALLA MANSIONE

 

COMPOSIZIONE DELLE SQUADRE DI LAVORO

 

Le squadre subacquee avranno poi una loro configurazione specifica in base alla tipologia di lavoro svolto. Nella norma si fa riferimento alle seguenti categorie. Per approfondimenti consultare l’Allegato2.

 
 

DOCUMENTI DI REGISTRAZIONE DELLE ATTIVITÀ D’IMMERSIONE

 

Nella norma sono contenute le specifiche di tutti i documenti da compilare per le immersioni.

Per approfondimenti consultare  l’Allegato2.

  • PROGRAMMA DELLE ATTIVITA’ SUBACQUEE: tutte le immersioni devono essere pianificate, tenendo conto delle competenze del subacqueo con minore esperienza.
  • SCHEDA PER ‘IMMERSIONE PROGRAMMATA: il Capocantiere Subacqueo prima dell’immersione compila la “Scheda per l’immersione programmata”.
  • REGISTRO DI IMMERSIONE: il Registro d’immersione, in formato cartaceo o elettronico, è compilato a fine immersione dal Capocantiere Subacqueo e conservato dal Supervisore Subacqueo 
  • LIBRETTO INDIVIDUALE DI IMMERSIONE: è costituito da un registro personale cartaceo o elettronico in cui sono annotati tutti i dati delle immersioni effettuate dal singolo operatore.
 
 

PROCEDURE D’IMMERSIONE 

 

Per approfondimenti consultare l’Allegato2.

 

3 - OSSIGENOTERAPIA IPERBARICA

Di seguito sono sintetizzate le principali indicazioni per la valutazione del rischio degli operatori delle camere  iperbariche in ambito sanitario, basate sulle  LINEE GUIDA ISPESL,  sulle raccomandazioni europee di buone prassi e su linee guida regionali ed internazionali, riportate nell'allegato 3.

 

  • MISURE DI SICUREZZA: Le  misure di sicurezza riguardanti i locali destinati al contenimento e al funzionamento delle camere iperbariche devono essere descritte in dettaglio nel MANUALE DI SICUREZZA redatto e firmato dal responsabile della struttura. Inoltre, nei luoghi di lavoro devono essere posizionati appositi manifesti che contengono informazioni specifiche sulla sicurezza. La stesura di tali norme dovrà prendere in considerazione quanto espressamente indicato dal costruttore nel Manuale di Istruzioni ed uso della camera per ossigenoterapia iperbarica. Esso dovrebbe riportare indicazioni in relazione a quanto indicato nei seguenti punti:
  • MATERIALI UTILIZZABILI
  • SISTEMI PRESENTI NELLE CAMERE IPERBARICHE: Tutte le prescrizioni devono essere contenute in un dettagliato DOCUMENTO TECNICO.
  • MANUTENZIONI
  • FORMAZIONE ED ADDESTRAMENTO DEL PERSONALE
 
 

 

 

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