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PREVENZIONE E PROTEZIONE

 

Le misure di prevenzione e protezione da attuare ai fini della riduzione e del controllo del rischio da esposizione a radiazioni ionizzanti dovuto al Radon e ai radioisotopi di origine naturale costituiscono parte integrante del rapporto di valutazione dei rischi presenti in azienda, come previsto dal combinato disposto Decreto Legislativo 101/2020 e  D.lgvo 81/08.

L'art. 17 del Decreto Legislativo 101/2020 prescirve che qualora la concentrazione media annua di attivitaÌ€ di radon in aria superi il livello di riferimento di cui all’articolo 12, comma 1, lettera c), (300 Bq/m3) l’esercente eÌ€ tenuto a porre in essere misure correttive intese a ridurre le concentrazioni al livello piuÌ€ basso ragionevolmente ottenibile, avvalen- dosi dell’esperto di cui all’articolo 15, tenendo conto del- lo stato delle conoscenze tecniche e dei fattori economici e sociali. Dette misure sono completate entro due anni dal rilascio della relazione tecnica di cui al comma 6 e sono verificate, sotto il profilo dell’efficacia, mediante nuova misurazione. L’esercente deve garantire il mantenimento nel tempo dell’efficacia delle misure correttive. A tal fine ripete le misurazioni con cadenza quadriennale.

Il Decreto Legislativo 101/2020 istituisce a tale scopo la  figura dell’ “esperto in interventi di risanamento radon”, un professionista che abbia il titolo di  ingegnere o architetto o geometra e formazione specifica sull’argomento attestata mediante la frequentazione di corsi di formazione o aggiornamento universitari dedicati, della durata di 60 ore, su progettazione, attuazione, gestione e controllo degli interventi correttivi per la riduzione della concentrazione del Radon negli ambienti.

Nei casi in cui le misure correttive non siano sufficienti ad abbassare la concentrazione media annua di radon indoor inferiore a 300 Bq/m3, si prevede una valutazione dell’esposizione o della dose efficace dei lavoratori e qualora risulti superiore al valore di 6 mSv/anno (o il corrispondente valore di esposizione al radon), tale situazione è da intendersi come una situazione di esposizione pianificata. 

RADON NEI LUOGHI DI LAVORO

NORM

 

 

RADON NEI LUOGHI DI LAVORO: MISURE DI TUTELA

 

Esistono  diversi metodi per ridurre la concentrazione del gas Radon negli ambienti confinati, tra cui:

  • Depressurizzare il suolo, realizzando sotto o accanto la superficie dell’edificio un pozzetto per la raccolta del radon, collegato a un ventilatore. In questo modo, si crea una depressione che raccoglie il gas e lo espelle nell’aria esterna all’edificio 

  • Pressurizzazione dell’edificio: aumentando la pressione interna, si può contrastare la risalita del radon dal suolo.

  • Aumentare il ricambio di aria nei locali : L’immissione di aria esterna consente di abbassare la concentrazione di radon nel locale . Laddove siano presenti impianti di ventilazione e? necessario ridurre al massimo il grado di riciclo dell’aria e verificare il corretto posizionamento delle bocchette di entrata;

  • Sigillare crepe o fessure presenti su pavimenti e/o pareti: l’eliminazione di crepe e fessure specie nei locali a diretto contatto con il suolo impedisce l’ingresso del radon nell'ambiente; 

  • Isolare il muro qualora il materiale da costruzione sia radon- emettitore . L’utilizzo di parati o vernici isolanti puo? essere un metodo efficace per ridurre l’ “emanazione” di radon dalle pareti.

 

 I sistemi principali per la riduzione del Radon nei nuovi edifici sono:

  1. scelta dei materiali costruttivi a bassa emissione Radon.

  2. sistema di depressurizzazione passiva sub-soletta controterra (Fig.1) o sub-membrana (Fig. 2);

  3. sistema di depressurizzazione attiva (Fig. 3) sub-soletta controterra o sub-membrana.

Le azioni di risanamento, analogamente alle azioni per la protezione preventiva dei nuovi edifici, devono essere concepite in maniera da eliminare o almeno ridurre in modo significativo la risalita di radon nell'ambiente confinato dovuta alla depressione dei locali  rispetto al suolo e/o all’infiltrazione del Radon attraverso pareti o pavimento

Gli interventi si possono generalmente suddividere in:

  1. Eliminazione e/o controllo dei  materiali costruttivi che possono comportare un incremento significativo della concentrazione indoor dei gas Radon e Toron (indipendentemente dalle caratteristiche geologiche dell'area di insediamento dell'edificio)

  2. eliminazione dei fattori che generano depressione nei locali ( per le aree regionali a rischio Radon) ;

  • depressurizzazione dell’area sottostante l’edificio;
  • generazione di una sovrappressione artificiale nell’edificio;
  • espulsione mediante ventilazione dell’aria ricca di radon dai locali interrati;
  • isolamenti e sigillatura.

 

 

NORM: MISURE DI TUTELA

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