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Quali metodi numerici utilizzare per l’eventuale confronto con i VLE (C.8)?

I valori limite di esposizione (VLE) sono espressi in termini di grandezze dosimetriche, relative ai diversi meccanismi di interazione dei campi elettromagnetici con il corpo umano e rappresentative dei diversi effetti indotti da campi esterni di diversa frequenza (FAQ A.1). I VLE sono pertanto diversi in base all’intervallo di frequenza considerato: le principali grandezze sono il campo elettrico interno Einella parte più bassa dello spettro (fino a circa 1 MHz) e il SAR (tasso di assorbimento specifico) nella parte più alta dello spettro. Trattandosi di grandezze interne, esse non sono misurabili sul lavoratore: possono essere valutate tramite calcolo con modelli analitici (utili solo a fini qualitativi) o numerici. Un’indicazione sulle metodologie di calcolo che possono essere utilizzate nei vari intervalli di frequenza e per diverse tipologie di sorgente viene fornita dagli standard CENELEC e dalle Norme CEI EN.

I modelli numerici permettono di rappresentare con maggiore precisione e dettaglio lo scenario espositivo del corpo umano e sono più adatti allevalutazioni per il confronto con i valori limite di esposizione. Essi utilizzano metodi di calcolo come il metodo delle impedenze, l’FDTD (Finite Differences Time Domain), il MoM (Method of Moments), che modellano la propagazione del campo elettromagnetico all’interno del corpo umano in funzione delle caratteristiche morfologiche ed elettriche dei tessuti. Il grado di precisione di questo tipo di tecnica è limitato da alcune problematiche relative prevalentemente alla indisponibilità di modelli anatomico-digitali dell’organismo umano e alle incertezze sulle caratteristiche dielettriche dei tessuti biologici.  Nel primo caso mancano i modelli matematici che modellizzino le posture complesse e le caratteristiche morfologiche particolari, mentre per quanto riguarda le incertezze sulle caratteristiche dielettriche, queste sono rilevanti soprattutto alle frequenze più basse.

L'utilizzo delle tecniche di calcolo numerico può risultare indispensabile in particolari scenari espositivi, come esposizioni fortemente localizzate o disuniformi in stretta prossimità della sorgente (come effettuato nel caso dei telefoni cellulari), specialmente ai fini della verifica del rispetto dei limiti di esposizione per il SAR locale.

Si sottolinea che l'utilizzo delle tecniche di calcolo numerico è ad oggi appannaggio pressoché esclusivo di centri ricerca altamente specializzati e trova applicazione elettiva nell’ambito delle norme di prodotto. Non è ancora pensabile l’utilizzo estensivo di detto strumento ai fini della valutazione del rischio CEM negli ambienti di lavoro, soprattutto per le piccole e medie imprese.

 

 

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