Ai fini della valutazione del rischio da radiazione ottica, così come avviene per qualsiasi altro fattore di rischio, è necessario tenere conto dell’incertezza di misura, in quanto questa è fondamentale per determinare se e in che misura il risultato di una particolare valutazione sia conforme o non conforme ai limiti fissati dalla normativa pertinente.
Idealmente l’incertezza estesa[1] complessiva dovrebbe essere minore della differenza tra il valore misurato o calcolato e il pertinente valore limite. Se l’incertezza estesa è molto elevata, la valutazione di conformità o di non conformità di un valore di esposizione rispetto a un limite sarà tanto meno affidabile quanto più il valore di esposizione misurato è prossimo al valore limite. Una volta determinata l’incertezza estesa della valutazione è necessario definire ed adottare specifiche regole nei casi in cui non può essere presa una decisione certa di conformità o non conformità rispetto ai limiti di legge, per esempio quando il valore limite cade all’interno dell’intervallo di fiducia associato al risultato. Considerato che le misure di esposizione a ROA in tale contesto hanno la finalità di tutelare i lavoratori da esposizioni potenzialmente nocive, se l’intervallo dell’incertezza estesa del dato misurato comprende il valore limite è necessario mettere in atto le opportune misure di precauzione volte a ridurre l’esposizione, in considerazione del fatto che dai risultati della misura non è garantito il rispetto del VLE. Potrebbe essere scelto in alternativa di ripetere la misura utilizzando una catena strumentale più accurata e migliorando la valutazione delle variabili in gioco, al fine di ridurre l’incertezza di misura. La scelta richiede in genere costi aggiuntivi legati alla misurazione, da valutare in relazione ai benefici effettivi conseguibili ai fini della prevenzione e della tutela de lavoratori.
[1] NOTA Nel presente documento, il termine “incertezza estesa” va sempre inteso riferita al livello di confidenza (o livello di fiducia) del 95%.
