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B.5 Quali sono le specifiche indicazioni per le misurazioni di esposizioni a sorgenti pulsate di radiazioni non coerenti?

Le indicazioni metodologiche per l’effettuazione di misurazioni per questo tipo di sorgenti sono riportate nelle norme:

  • CEI EN 62471:2009 Sicurezza fotobiologica delle lampade e sistemi di lampade;
  • UNI EN 14255-1:2005 Misurazione e valutazione dell'esposizione personale a radiazioni ottiche incoerenti – Parte 1: Radiazioni ultraviolette emesse da sorgenti artificiali nel posto di lavoro;
  • UNI EN 14255-2:2006 Misurazione e valutazione dell'esposizione personale a radiazioni ottiche incoerenti – Parte 2: Radiazioni visibili ed infrarosse emesse da sorgenti artificiali nei posti di lavoro.

Nell’effettuare rilievi su sorgenti pulsate occorre accertarsi che lo strumento di misura disponga di caratteristiche adeguate soprattutto in termini di dinamica e di tempo di risposta in modo da caratterizzare al meglio il rilevamento del singolo impulso. In generale i radiometri a fotodiodo possono raggiungere prestazioni anche molto spinte in termini di tempi di risposta tuttavia hanno l’inconveniente della risposta spettrale (vedi B.6). Gli spettroradiometri a scansione con fotomoltiplicatore, pur avendo dinamiche molto spinte, risultano in generale inadeguati per i tempi di risposta particolarmente lenti; molto più veloci quelli ad array CCD ma da usarsi con cautela ed in modo avveduto soprattutto per rilievi nella banda UV in presenza di un’intensa componente visibile (vedi B.6). Inoltre, è opportuno accertarsi che lo strumento sia in grado di rilevare il valore massimo dell’esposizione e non solo quello mediato, soprattutto per la valutazione del rischio termico (cfr. 7.5.3 Duration of measurement di UNI EN 14255-2:2006)

 

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