Per poter garantire la necessaria riferibilità metrologica ed il mantenimento dei requisiti di accuratezza richiesti (FAQ B.4), la strumentazione utilizzata deve essere fornita, all'atto dell'acquisto, di certificato di taratura rilasciato dal costruttore o da centro di taratura che garantisca la riferibilità ai campioni nazionali (LAT - Laboratori di Taratura accreditati da ACCREDIA) o internazionali (ad esempio accreditamento UKAS in Gran Bretagna, ÖKD in Austria etc.) accreditati in ambito ILAC).
Il certificato di taratura deve essere sempre oggetto di valutazione da parte del personale esperto incaricato della misura, al fine di verificare se e in che misura gli strumenti di misura utilizzati siano adeguati ai livelli di accuratezza richiesti dalla valutazione di cui è responsabile.
La strumentazione deve essere periodicamente sottoposta a taratura presso laboratori di taratura accreditati, come precedentemente specificato, per garantire il permanere nel tempo dei requisiti metrologici certificati all'atto dell'acquisto e garantiti dal costruttore.
La periodicità di taratura della strumentazione di misura ROA - come avviene per gli altri agenti fisici salvo rare eccezioni (rischio rumore) - non è definita da norme specifiche. Ai sensi delle norme ISO 9001 e ISO 17025, essa deve essere definita in primo luogo dall'utilizzatore dello strumento che, in quanto persona esperta (art. 181 D.Lgs. 81/08), si assume la responsabilità dell'utilizzo dello strumento ai fini della corretta valutazione del rischio e decide con quale frequenza tarare lo strumento. Per decidere tale periodicità il valutatore deve basarsi su alcuni elementi. Il principale riguarda l'informazione fornita in merito dal costruttore dell'apparecchio. Le caratteristiche tecniche degli strumenti di misura, che includono i requisiti metrologici, vengono dichiarate dal costruttore dell'apparecchio sui cataloghi e/o manuali di istruzioni. Nel caso dei più diffusi strumenti utilizzati per la valutazione delle ROA, la periodicità richiesta dai produttori ai fini della taratura è tipicamente annuale. Ciò significa che, se lo strumento viene utilizzato nelle condizioni standard definite dal produttore, viene garantito il livello di accuratezza dichiarato nel certificato per un anno.
E' comunque facoltà dell'utilizzatore accorciare (o allungare) la periodicità di taratura, anche in relazione alle modalità di utilizzo, alle condizioni e criticità di impiego della strumentazione, agli esiti di confronti di misura e dei controlli intermedi, come di seguito illustrato.
Alla luce di quanto indicato dalle norme di buona tecnica metrologica, è importante che il laboratorio di misura effettui una taratura iniziale (all’acquisto della strumentazione) e stabilisca una periodicità massima per le tarature successive. Al fine di stabilire un intervallo di taratura idoneo, dopo la prima taratura, sarebbe opportuno effettuare delle verifiche intermedie, anche temporalmente ravvicinate, soprattutto dopo esposizioni significative che possono alterare i materiali che costituiscono la sonda rivelatrice. Inoltre si evidenza che gli spettroradiometri devono essere tarati nella stessa configurazione con cui si seguono le misure (dimensione delle fenditure, guadagno del fotomoltiplicatore, tempo di integrazione...) e nelle stesse condizioni ambientali. Questo comporta la necessità di verificare ed eventualmente ripetere la taratura prima di ogni sessione di misura. E’ quindi sconsigliato utilizzare uno spettroradiometro se non si possiedono delle sorgenti per il controllo degli stessi.
