L'art. 216 del D.lgs. 81/08 prescrive che la valutazione tenga dei dati indicati dai fabbricanti delle attrezzature, se contemplate da pertinenti direttive comunitarie di prodotto.
Pertanto in generale ai sensi dell'art. 216 del D.lgs. 81/08 una fonte di informazione imprescindibile per valutare il rischio ROA è il manuale d’uso e manutenzione della sorgente/apparato (FAQ C.2)
Nello specifico, per quanto riguarda i sistemi LASER, lo stesso art. 216 prevede al punto l) che ai fini della valutazione del rischio si presti particolare attenzione ad “una classificazione dei laser stabilita conformemente alla pertinente Norma IEC e, in relazione a tutte le sorgenti artificiali che possono arrecare danni simili a quelli di un laser della classe 3B o 4, tutte le classificazioni analoghe”.
Ciò in quanto - nel caso delle sorgenti LASER - la norma EN IEC 60825-1 richiede al fabbricante di classificare il laser e di indicare le avvertenze di sicurezza ed i dati di emissione (potenza, diametro del fascio, DNRO, caratteristiche dei di DPI etc.) necessarie ai fini di una corretta valutazione del rischio. L’assenza della classificazione del Laser e/o delle informazioni essenziali di sicurezza che il costruttore è tenuto a fornire ai sensi della norma di prodotto si configurano come una non conformità alle disposizioni di cui al Titolo III del D.Lgs. 81/08.(FAQ E.2)
La classificazione dei laser si basa sul concetto di limite di emissione accessibile (LEA), che viene definito per ogni classe di laser. Il LEA considera non solo l’emissione del prodotto laser ma anche l’accesso umano a tale emissione. I laser sono raggruppati in 8 classi: quanto più alta è la classe, tanto maggiore è il possibilità di provocare danni. (FAQ C.2)
Un altro elemento fondamentale ai fini della valutazione del rischio, che deve essere fornita dal costruttore ai fini della commercializzazione dei Laser in classe 3B e 4, quando rilevante ai fini della sicurezza, è la DNRO: Distanza Nominale di Rischio Oculare (FAQ B2.3).
La norma prescrive l’obbligo da parte del produttore di fornire la DNRO anche per Laser di classe inferiore alla 3B e 4, se questa risulta rilevante ai fini della gestione della sicurezza. Tale parametro può essere utilizzato come punto di partenza per una corretta gestione della sicurezza dell'apparecchio: a seconda di quanto sia la distanza alla quale il LASER è in grado di procurare un danno, si può decidere come dimensionare le misure di prevenzione e protezione: se la DNRO è di pochi centimetri sarà sufficiente l’utilizzo di opportuni DPI oculari per il solo operatore; viceversa nei casi in cui la DNRO sia dell'ordine dei metri, sarà necessario delimitare un ambiente completamente isolato ad accesso controllato con interblocchi nel quale utilizzare l’apparecchio LASER (Zona Laser Controllata), con obbligo di impiego di DPI idonei per tutti coloro che si trovino in tale area. La DNRO è pertanto uno strumento indispensabile ai fini della valutazione del rischio laser e per la determinazione delle misure di prevenzione e protezione fondamentali, tra cui la delimitazione dell’ Area Laser controllata ( faq E.1), le caratteristiche dell’area di installazione, la classificazione del personale addetto etc.
Una procedura guidata per la valutazione del rischio Laser a partire dalla DNRO e dalla classificazione del Laser è presente alla sezione ROA del Portale Agenti Fisici – “Procedura guidata rischio Laser”, per le diverse tipologie di Laser: Laser per applicazioni biomediche ed estetiche, laser all’interno di apparati industriali, laser per spettacolo.
