Il capo V del D.lgs. 81/08 prevede la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori esposti a radiazioni ottiche artificiali sia per quanto riguarda gli effetti biofisici diretti, provocati dall’azione diretta delle radiazioni sul corpo umano, sia per quanto riguarda gli effetti indiretti (incendi, abbagliamento, presenza di sostanze fototossiche etc.) che possono costituire un rischio per la sicurezza o la salute. (A.1; A.2)
Definiamo situazione “giustificabile” (art.181 c.3 D.lgs.81/08) la condizione prevista dalla normativa generale sugli agenti fisici secondo cui il datore di lavoro può eseguire una valutazione del rischio semplificata quando ritiene che la natura e l’entità dei rischi non rendono necessaria una valutazione dei rischi più dettagliata. Per poter definire una esposizione lavorativa “giustificabile” occorre che non vi siano rischi sia per gli effetti diretti che per gli effetti indiretti, e che il permanere dell'assenza del rischio non richieda l'istituzione e l'applicazione di specifiche procedure di controllo del rischio. Talune sorgenti di radiazioni ottiche, nelle corrette condizioni d’impiego, non hanno una emissione pericolosa di radiazione ottica o non si verificano situazioni espositive tali da presentare rischi per la salute e la sicurezza, anche in caso di malfunzionamento, riparazioni, sostituzioni di componenti (art. 181, c.3). In tutti i casi in cui la sorgente/apparato non espone a rischi derivanti da ROA nelle normali condizioni di impiego e non necessita di particolari procedure di controllo che ne garantiscano il permanere dell'assenza di rischio anche in caso di sostituzione, manutenzione o malfunzionamento, non è necessario procedere ad una valutazione del rischio approfondita.
In linea di principio sono giustificabili tutte le apparecchiature che emettono radiazione ottica non coerente classificate nella categoria 0 secondo lo standard UNI EN 12198 (Cfr. C.1), così come le lampade e i sistemi di lampade anche a LED, classificate nel gruppo “Esente” dalla norma CEI EN 62471 (Cfr. C.7; E.2) se utilizzate conformemente alle norme di prodotto. E' da considerarsi al riguardo che tale classificazione fa riferimento al “normale “ utilizzo del prodotto come sistema di illuminazione o in un bene di consumo, e si suppone che lo stesso non venga intenzionalmente fissato dall’utilizzatore, come tipicamente avviene da parte del pubblico. Tale classificazione non è però in grado di garantire il rispetto dei valori limite nel caso di molteplici attività lavorative, quali ad esempio attività di manutenzione o impiego a distanze ravvicinate, o in impieghi ove si preveda l'irraggiamento intenzionale del volto dell'operatore mediante il LED. Pertanto la classificazione nel gruppo “esente” da sola può non essere sufficiente a garantire la sicurezza per qualsiasi impiego o attività in ambito lavorativo.
In talune circostanze può risultare necessario predisporre specifiche procedure di sicurezza e misure di tutela da mettere in atto nell'acquisto, manutenzione e gestione di sorgenti e apparati utilizzati in azienda per garantire nel tempo il permanere delle condizioni di “assenza di rischio” riscontrate all'atto della valutazione (ad esempio sostituzione di un sistema LED o lampada classificata “esente” con un LED o lampada appartenente a un gruppo di rischio maggiore). E' compito e cura del valutatore, anche in presenza di sorgenti "esenti" , o considerate tali da dare luogo ad emissioni irrilevanti nelle normali condizioni di impiego, valutare se e in che misura sia necessario istituire procedure ad hoc atte a garantire che nel tempo siano mantenuti i requisiti di sicurezza appurati all'atto della valutazione del rischio. In tal caso la sorgente - anche se dà luogo ad emissioni irrilevanti - non sarà più da considerarsi "giustificabile", richiedendo comunque la predisposizione ed attuazione di una procedura di valutazione e controllo del rischio che ne garantisca il permanere dei requisiti di sicurezza nel tempo. Resta nelle competenze del valutatore anche la valutazione del rischio in caso di compresenza di più sorgenti esenti (Cfr. B7).
Per quanto riguarda i sistemi LED e sistemi di illuminazione , si rimanda alle FAQ C.7; C.7.1, e E.2
|
Sorgenti che possono dar luogo soltanto ad esposizioni irrilevanti nelle condizioni normali di esercizio che, pertanto, possono essere considerate “sicure”. |
|
Illuminazione fluorescente montata a soffitto con diffusori sopra le lampade |
|
Schermi di computer o simili |
|
Illuminazione fluorescente compatta montata a soffitto |
|
Proiettore fluorescente compatto |
|
Trappole per insetti UVA |
|
Proiettore alogeno al tungsteno montato a soffitto |
|
Illuminazione specifica per la zona di lavoro con lampada al tungsteno (incluse le lampadine a spettro solare) |
|
Lampade al tungsteno montate a soffitto |
|
Fotocopiatrici |
|
Attrezzatura di presentazione con lavagna interattiva |
|
Indicatori a LED |
|
Assistenti digitali personali |
|
Freccia, stop, retromarcia e antinebbia |
|
Lampade per flash fotografici |
|
Riscaldatori radianti sospesi a gas |
|
Illuminazione stradale |
Occorre infine ricordare che la visione ad occhio nudo di sorgenti nel visibile, anche quando non dia luogo ad esposizioni significative, può comunque essere in grado di produrre abbagliamento, soprattutto se ci si trova in condizioni di scarsa illuminazione, provocando temporanei disturbi visivi o reazioni improvvise: ciò può avere implicazioni indirette e particolarmente significative, qualora si verifichino durante l’esecuzione di operazioni critiche dal punto di vista della sicurezza, come ad esempio il lavoro con macchinari o alla guida di mezzi, in quota o in presenza di tensioni elevate.
Pertanto gli effetti indiretti di abbagliamento andranno sempre attentamente valutati, anche per sorgenti “sicure” dal punto di vista della sicurezza fotobiologica.
Esempio di sorgenti di gruppo “Esente” sono l’illuminazione standard per uso domestico e di ufficio, i monitor dei computer, i display, le fotocopiatrici, le lampade e i cartelli di segnalazione luminosa. Sorgenti analoghe, anche in assenza della suddetta classificazione, nelle corrette condizioni di impiego si possono “giustificare”.
Sono giustificabili anche tutte le apparecchiature che emettono radiazione ottica indicate nella Guida non vincolante alla buona prassi nell’attuazione della dir dalle linee guida stesse riportate nelle seguenti tabelle ettiva 2006/25/CE «Radiazioni ottiche artificiali nelle condizioni specificate.
|
Sorgenti che difficilmente presentano un rischio per la salute in circostanze specifiche |
|
|
Sorgenti |
Condizioni di utilizzo sicuro |
|
Illuminazione fluorescente montata a soffitto senza diffusori sopra le lampade |
Sicura con livelli normali di illuminazione da lavoro (≈ 600 lux) |
|
Proiettori ad alogenuro metallico/al mercurio ad alta pressione |
Sicuri se la copertura frontale di vetro è integra e non si trova nella linea di vista. |
|
Proiettori da tavolo |
Sicuri se non si guarda il fascio |
|
Luce nera UVA a bassa pressione |
Sicura se non si trova nella linea di vista |
|
Qualsiasi dispositivo laser di «classe 1» (secondo la norma EN 60825-1) |
Vedi FAQ C.5.1 , C.5.2 |
|
Qualsiasi prodotto del «gruppo esente» (secondo la norma EN 62471) |
Sicuro se non si trova nella linea di vista. Potrebbe non essere sicuro se la copertura viene rimossa |
|
Proiettori dei veicoli |
Sicuri se si evita lo sguardo prolungato diretto intra-fascio |
|
Illuminazione fluorescente montata a soffitto senza diffusori sopra le lampade |
Sicura con livelli normali di illuminazione da lavoro (≈ 600 lux) |
|
Proiettori ad alogenuro metallico/al mercurio ad alta pressione |
Sicuri se la copertura frontale di vetro è integra e non si trova nella linea di vista. |
|
Proiettori da tavolo |
Sicuri se non si guarda il fascio |
|
Luce nera UVA a bassa pressione |
Sicura se non si trova nella linea di vista |
|
Proiettori dei veicoli |
Sicuri se si evita lo sguardo prolungato diretto intra-fascio |
