Mostra tutte le FAQ

C.7 Come si valuta il rischio ROA da sorgenti per illuminazione?

In linea di principio i sistemi per l’illuminazione generale, siano essi per uffici o per ambienti di dimensioni maggiori come capannoni industriali, in quanto destinati all'illuminazione dell'ambiente, non dovrebbero mai rappresentare un rischio per i soggetti esposti. Esiste per tali sorgenti la norma CEI EN 62471 “Sicurezza fotobiologica di lampade e sistemi di lampade” che ne classifica il livello di rischio in modo del tutto analogo a quanto fatto dalla norma CEI EN 60825-1 per le sorgenti laser (vedi FAQ C12). Tuttavia il produttore non è obbligato a dichiarare a quale gruppo di rischio ai sensi della norma CEI EN 62471 appartiene la specifica sorgente per illuminazione generale. D’altra parte, quando installate secondo le specifiche del produttore, rispettando i criteri di comfort visivo, le uniche sorgenti per illuminazione potenzialmente in grado di rappresentare un rischio fotobiologico sono i sistemi a LED e quelli ad alogenuri metallici. Per tali sistemi le ultime versioni delle norme di prodotto hanno recepito la norma CEI EN 62471, imponendo al costruttore di fornire, insieme al prodotto, indicazioni sulle corrette modalità di installazione e le precauzioni da prendere per evitare esposizioni eccessive. (FAQ E.2)

Un aiuto alla valutazione del rischio fotobiologico per sistemi di illuminazione generale a LED e ad alogenuri metallici è fornito dalla procedura presente sul Portale Agenti Fisici nella sezione ROA. Anche dall’utilizzo di tale procedura si evince che quando la sorgente rappresenta per l’operatore solo un sistema di illuminazione, esistono sempre configurazioni che rendono del tutto trascurabile il rischio fotobiologico.

Rimangono escluse da quanto finora detto alcune situazioni:

  • quando la fissazione intenzionale delle sorgenti di illuminazione rientra nel compito visivo dell’operatore, come può avvenire ad esempio durante le operazioni di manutenzione o nei controlli di qualità in fase di produzione. In tali casi deve essere fatta una valutazione specifica ad hoc.

Quando il livello di illuminamento deve essere particolarmente elevato, ad esempio in caso di controlli di qualità su materiali o di operazioni di precisione come negli interventi chirurgici. In tali casi ci si deve assicurare che la disposizione della sorgente sia tale da non rientrare per quanto possibile nel campo visivo dell’operatore e che egli sia consapevole delle corrette procedure di utilizzo

 

Mostra tutte le FAQ