La valutazione del rischio ROA in saldatura non necessita in genere di effettuazione di misure. I dati espositivi, i criteri di delimitazione delle aree, il dimensionamento dei DPI per coloro che a qualsiasi titolo operino in area di saldatura sono riportati nel Portale Agenti Fisici alla sezione ROA (Banca dati e procedura guidata saldature) per le differenti tipologie di saldatura.
Le tipologie di saldatura che possono esporre in maniera rilevante al rischio ROA l’addetto alla saldatura sono elencate nella UNI EN 168 che indica anche la protezione oculare per il saldatore, in relazione alla tipologia di saldatura effettuata. Le sorgenti maggiormente rilevanti per esposizione a ROA sono le saldature ad arco elettrico, al plasma mentre quella a gas ed il taglio, in genere comportano un’emissione minore. Va notato in merito che gli schermi di protezione oculare non sono in genere idonei a proteggere anche la cute delle parti del corpo direttamente esposte alla radiazione ottica emessa dall’arco di saldatura, quali ad esempio petto e collo, con conseguente sovraesposizione cutanea per gli operatori addetti. Durante i lavori di saldatura dovrebbero essere sistematicamente utilizzati cappucci per saldatori per la protezione di testa e collo ovvero indumenti di lavoro e DPI di pari efficacia nella protezione della cute. A questo proposito si fa notare che la norma UNI EN ISO 11611 specifica i requisiti fondamentali minimi di sicurezza e i metodi di prova per indumenti antinfortunistici destinati ad essere indossati durante la saldatura e i procedimenti connessi che presentano rischi comparabili. Fra gli indumenti descritti vi sono cappucci, grembiuli, maniche, ghette, ma non guanti, che sono invece trattati dalla EN 12477. Per quanto riguarda la protezione degli occhi del saldatore, è da rilevare che talvolta le operazioni di puntatura risultano effettuate in assenza di protezione oculare. Ciò in genere avviene laddove la maschera di protezione in dotazione al saldatore è di tipo passivo (EN 169), dotata di un unico filtro molto scuro che rende poco agevole l’operazione di puntatura, che viene conseguentemente effettuata in assenza di protezione; ciò in genere comporta il superamento dei valori limite di esposizione oculare (luce blu e UV) e cutanea (UV), per quanto le operazioni di puntatura “ad occhio nudo” siano di breve durata. E’ indispensabile che nell’ambito della valutazione del rischio si esamini attentamente l’adeguatezza dei DPI forniti al saldatore anche ai fini della puntatura, optando ad esempio per maschere auto oscuranti conformi alla norma EN 379 (filtri auto-oscuranti). Nel caso di saldatura ad arco o al plasma l’intensità di radiazione nella regione degli UV e del visibile è sempre molto superiore ai valori limite e si mantiene tale anche a distanze di molte decine di metri. Per questo motivo le postazioni di saldatura devono essere compartimentate in modo da contenere le emissioni al loro interno. La compartimentazione può essere realizzata o utilizzando pannelli conformi alla norma ISO EN 25980 (o alla vecchia EN 1598) oppure mediante pannelli di altro materiale come il metallo, purché siano opachi e resistano alle radiazioni. L’area di saldatura deve essere segnalata con idonea cartellonistica., ciò al fine di evitare esposizioni delle persone non direttamente coinvolte nell’attività di saldatura che operano in prossimità della stessa. Si ricorda in merito che il Capo V del Titolo VIII del D.Lgs. 81/08 prevede specifiche sanzioni per la violazione dell’articolo 217 comma 2 che prescrive che “i luoghi di lavoro in cui i lavoratori potrebbero essere esposti a livelli di radiazioni ottiche che superino i valori limite di esposizione devono essere indicati con un’apposita segnaletica. Dette aree sono inoltre identificate e l’accesso alle stesse è limitato, laddove ciò sia tecnicamente possibile”. I soggetti che a qualsiasi titolo si trovino a permanere nelle aree ove si svolgono attività di saldatura non schermate dovrebbero indossare DPI per occhi e cute idonei, che possono essere scelti utilizzando la procedura di calcolo disponibile on line sul Portale Agenti Fisici.
La protezione degli occhi per tali operatori deve seguire regole differenti da quelle usate per il saldatore, in quanto l’aiutante generalmente non ha nel suo compito visivo la fissazione della sorgente, inoltre deve poter svolgere le sue operazioni in sicurezza. Per questo motivo nel valutare i suoi DPI oculari si deve trovare un compromesso fra livello di protezione e visibilità idonea allo svolgimento dei suoi compiti. Al fine di agevolare tale valutazione sono presenti nella sezione ROA del Portale Agenti Fisici due calcolatori che partendo o dai dati di irradianza misurati o prelevati dalla banca dati del portale, oppure dai parametri di saldatura, permettono di valutare il livello di esposizione del lavoratore in funzione della distanza dall'arco di saldatura e dimensionare opportunamente i DPI sia oculari che cutanei; si ricorda infatti che è necessario proteggere completamente la cute anche degli operatori non direttamente addetti alla saldatura ma che stazionano all’interno della zona compartimentata.
