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C.15 Quali criteri per valutare possibili disturbi da luce blu emessa da dispositivi a LED (monitor, tablet, smartphone, sistemi di illuminazione) impiegati sul lavoro?

Recentemente i media stanno promuovendo vere e proprie campagne sul rischio per gli occhi derivante dall’impiego di dispositivi elettronici di visualizzazione che fanno uso di LED. Alcuni studi scientifici riportano effetti di affaticamento visivo, secchezza degli occhi, alterazione del ritmo circadiano associati ad esposizione/uso di tali dispositivi;  ad oggi non vi sono evidenze dimostrate di danni retinici o fotobiologici da luce blu associati all’impiego di tali dispositivi.  Si tratta di effetti oggetto di studio e  per i quali non sono disponibili al momento criteri valutativi condivisi in sede internazionale.

La SCHEER nel 2017  conclude che  gli  studi disponibili  sugli effetti dell’illuminazione  LED sui ritmi circadiani  sono relativamente deboli  e sono per la maggior parte realizzati in condizioni di laboratorio che non sono rappresentative dell’esposizione all’illuminazione artificiale  riscontrabile in condizioni reali.  Tuttavia da alcuni studi emerge la necessità di riconoscere gli effetti ed i disturbi associati all’illuminazione artificiale come una priorità di rilievo per la salute pubblica  tenuto conto del crescente numero di lavoratori esposti ad illuminazione artificiale con LED  sia durante il lavoro notturno che in luoghi di lavoro al chiuso.  Alcuni ricercatori propongono di considerare l’esposizione notturna a luce artificiale come un nuovo tipo di perturbatore endocrino.

In tale contesto stanno trovando grande diffusione dispositivi di protezione “anti luce blu” o filtri di luce blu, da applicare ai dispositivi a LED.  Dalla letteratura emerge  che attualmente non esistono dati sufficienti che evidenzino benefici effettivi sull’apparato visivo  nell’impiego di tali sistemi; viceversa da alcuni studi emergono possibili effetti avversi nell’impiego di tali filtri della luce blu, quali l’alterazione della percezione cromatica, la riduzione della sensibilità nella visione notturna e l’insorgenza di miopia negli adolescenti,  causata dal taglio delle componenti più energetiche dello spettro visibile in fase di sviluppo oculare.

E’ da tener presente che la valutazione dell’esposizione alla luce blu in relazione alla prevenzione di tali effetti esula dal campo di applicazione dei VLE contenuti nel  Titolo VIII Capo V del D.Lgs. 81/08, che fanno riferimento  alla prevenzione degli effetti biofisici diretti accertati  su occhi e cute (FAQ A.2).

La valutazione del possibile affaticamento visivo o del disagio  provocato dall’esposizione ad illuminazione artificiale può essere condotta in riferimento alle indicazioni contenute nel Titolo II art. 63 e nell’Allegato IV punto 1.10 del D. Lgs 81/2008.

 

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