In accordo a quanto previsto dal D.M. 206/2015 l'estetista può utilizzare sistemi laser in classe 3B o 4 solo per effettuare trattamenti di depilazione come previsto nella STI 21b.
In questo caso il processo di valutazione dovrà considerare almeno i seguenti aspetti:
Idoneità del sistema laser: deve rispondere a quanto previsto dalla STI 21b e dalla norma di prodotto CEI EN 60825-1. Uno strumento di ausilio alla valutazione della rispondenza di un sistema laser a quanto previsto dalla normativa, si trova nella sezione Estetica, sottosezione Documentazione del Portale Agenti Fisici (vai alla sezione). Si tratta di una lista di controllo utile al confronto fra quanto richiesto dalla scheda 21b del DM 206/2015 e quanto si trova nel manuale d'uso e manutenzione. I parametri da verificare sono: quelli direttamente presenti nella STI del decreto, che devono rientrare negli intervalli previsti; quelli la cui dichiarazione è prevista dalla conformità alla norma di prodotto CEI EN 60825-1.
Idoneità del locale di utilizzo: l'idoneità deve essere verificata sulla base della classe del laser, del valore della DNRO (Distanza Nominale di Rischio Oculare), che nell'ultima versione della norma viene chiamata DNPO (Distanza Nominale di Pericolo Oculare) e delle indicazioni presenti sul manuale d'uso e manutenzione. I laser utlizzati per epilazione normalmente appartengono alla classe 4 con valori di DNPO generalmente di molti metri, di conseguenza tali apparecchi devono essere utilizzati all'interno di una Zona Laser Controllata, cioè un ambiente capace di contenere tutto il rischio al suo interno ed in cui vige un regolamento di sicurezza specifico. Di seguito si riportano alcuni elementi da verificare:
Se la DNPO è superiore al metro, le pareti dell'ambiente devono essere in grado di contenere la radiazione impedendole di essere diffusa verso l'esterno.
Eventuali finestre devono essere protette con un tessuto capace di resistere alla radiazione e di fermarla.
All'interno dell'ambiente si deve evitare la presenza di superfici riflettenti e materiali o sostanze infiammabili; le superfici riflettenti dovrebbero essere rese opache o con trattamenti o ricoprendole con un tessuto con proprietà simili a quello utilizzato per le finestre.
All'esterno del locale deve essere affissa idonea cartellonistica di presenza del rischio da radiazioni ottiche artificiali, indicazione delle classe di rischio del laser, obbligo di utilizzo dei DPI e precise indicazioni relative al particolare danno biologico indotto (depilazione permanente).
Si ricorda che i laser in classe 3B o 4 devono essere predisposti per la connessione al sistema di interblocco che deve essere applicato ad ogni ingresso dell'ambiente di utilizzo, in modo da interrompere l'emissione all'apertura della porta.
Presenza del progetto dell'impianto elettrico secondo la normativa CEI 64-8/710, in quanto l'ambiente in cui è utilizzato un laser ricade nella definizione ivi contenuta di "locale medico" gruppo 1; fra i requisiti necessari si trovano: presenza del nodo equipotenziale, interruttori differenziali almeno di tipo A (non sono sufficienti quelli di tipo AC).
Idoneità dei DPI: devono essere presenti almeno un DPI per l'operatore ed uno per il soggetto trattato. Il produttore è tenuto a fornire informazioni sul livello di protezione minimo dei DPI nel manuale d'uso e manutenzione. I DPI devono essere conformi alla norma EN 207 e devono fornire un grado di protezione almeno pari a quello richiesto dal produttore (vedi approfondimento su confronto DPI dati manuale).
definizione delle regole di corretto utilizzo del laser: dovrà essere redatto un regolamento di sicurezza che definisca almeno:
chi può effettuare i trattamenti;
chi può rimanere dentro la Zona Laser Controllata durante i trattamenti;
cosa deve essere verificato prima di ogni trattamento a partire dalle indicazioni del produttore, ad esempio: integrità dell'apparecchio e della finestra di emissione, funzionamento dell'interblocco, integrità dei DPI, assenza di materiali o sostanze infiammabili, ecc., indicando anche chi deve effettuare tali verifiche;
i requisiti di idoneità e gli obblighi formativi degli operatori addetti all'utilizzo e di eventuali altri responsabili del corretto utilizzo;
chi deve essere chiamato in caso di malfunzionamenti o altre situazioni critiche;
quando effettuare la manutenzione e chi deve eseguirla;
Le informazioni contenute nel suddetto processo di valutazione dovranno essere riportate in un regolamento di corretto utilizzo (a seconda del contesto: valutazione del rischio, fascicolo di esercizio, altro). In caso di presenza in azienda del Documento di Valutazione dei Rischi, le informazioni dovranno far parte della relazione tecnica redatta per la parte concernente il rischio da radiazioni ottiche artificali coerenti, i cui contenuti minimi sono descrtti nelle FAQ approvate dal Coordinamento Tecnico Interregionale.
